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Saturday, 14 May 2011

Una presentazione su Fukushima Daiichi

di Alessandro Zocco


Ciao a tutti.
In maniera molto anarchica, prendo possesso del blog ed inizio a scrivere!

 Scrivo per segnalare una presentazione di Raymond Orbach, dell' Energy Institute, Universita' di Austin Texas
http://ptolemy.ph.utexas.edu/Talks/OrbachR.pdf
Questo lavoro e' stato presentato alla conferenza di Teoria della Fusione di Sherwood 2011 (Austin, TX), dove sono stato recentemente e riguarda l'incidente avvenuto a Fukushima Daiichi venerdi' 11 Marzo di quest'anno.
Francamente Orsbach si perde in una marea di dettagli che riguardano la tempistica della reazione all'allarme, come si puo' leggere nelle prime cinque slide.
L'immagine dei tre reattori esplosi e' agghiacciante, devo dire.
In relata' non spiega esattamente quali errori sono stati compiuti che hanno sicuramente causato l'esplosione della terza unita'. (A questo proposito, provero' a pubblicare un'altra presentaione di Bill Dorland fatta sempre quest'anno al Wolfgang Pauli Institute di Vienna in occasione del Workshop GyroKinetics for ITER).
Pero' in un certo modo spiega perche' FISICAMENTE sono esplosi.

 Il resto della presentazione e' un tentativo di razionalizzare l'accaduto, e spiegare come i reattori di terza generazione siano molto piu' belli, e piu' efficienti, e sicuri.
Ora io mi chiedo. I pimi reattori sono definiti BWR, cioe' Boiling Water Reactors. Questi di terza generazione sono gli ESBWR, cioe' Economic Simplified BOILING WATER REACTORS. La differenza fondamentale tra i due sistemi e' il numero di pompe (meno nel secondo caso), e il fatto che in caso di incidenti non devi letteralmente gettare acqua sopra per raffreddare questi "simplified", ma un sistema "passivo" ti consente di evitare un intervento esterno.
Tutto qui? Tecnologia? Meno pompe? I'm puzzled.

 Per seguire, pero', bisogna essere onesti e dire che l'idea del reattore a gas (slide 32), per evitare il "meltdown" del nocciolo, mi sembra un'ottima idea, nonostante non si capisca bene cosa debba fare il gas. E' da notare pero' il livello di complicazione di questa tecnologia (slide seguente), dove il "fuel" e' all'interno di un pellet del diametro di meno di un millimetro, composto da diverso strati di materiale. Questo tipo di oggetti sono molto, molto costosi.

  Ultima cosa. Orbach, come molti altri, vuole sottolineare il fatto che a Fukushima ci sia stato un melt-down solo parziale. Questa non mi sembra una buona ragione per sminuire l'accaduto e sopratutto per sottovalutare il fatto che ci siano centrali nucleari basate su tecnologie obsolete gestite da industrie reticenti in quanto a sicurezza.


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