di Giovanni Gruni
Negli ultimi anni in Italia e nel mondo sono tornati a fiorire i movimenti. Dalla primavera araba agli indignados spagnoli ai gruppi ecologisti tedeschi, la società civile torna ad organizzarsi. In Italia la vittoria dei sì ai referendum dello scorso giugno ha marcato il ritorno impetuoso della società civile sulla scena politica mentre i partiti sono stati poco più che spettatori impotenti. Accanto ai comitati referendari centinaia di gruppi sono nati spontaneamente, ciascuno con le proprie necessità e proposte. Questioni che non trovano spazio nel dibattito parlamentare ritrovano attenzione attraverso semplici cittadini che si incontrano per lavorare ad un progetto comune. Diritti delle donne, precariato, ricerca, lotta alla criminalità organizzata, energia pulita, fuga di talenti, costi della politica, riconoscimento dei diritti degli omosessuali. Questi sono solo alcuni dei numerosi argomenti sui quali i movimenti italiani lavorano ogni giorno attraverso campagne informative e attivismo. In Italia, come nel resto del mondo, il web viene usato come mezzo per organizzarsi, promuovere progetti e sviluppare pensiero critico sulla società e la politica. Allo stesso tempo il web sopperisce alla mancanza di pluralismo e cultura dei canali televisivi di massa e diviene mezzo privilegiato di informazione.
Il movimentismo italiano persegue vari obiettivi ed ogni gruppo si interessa di un problema specifico che la classe politica ha dimenticato o non e’ capace di affrontare a causa delle proprie questioni interne. Infatti e’ proprio nella critica alla classe politica attuale che il caleidoscopio dei movimenti trova un punto di contatto ed esprime un progetto comune. I movimenti possono ancora dare molto all’Italia a partire dalla promozione di un referendum sulla legge elettorale che sbloccando il dibattito parlamentare obbligherebbe al ritorno alle preferenze sulla scheda di voto. La società civile organizzata ha però anche dei limiti: non può fare eleggere candidati in parlamento e raramente esprime dei leader. Per questo e’ proprio con la politica che i movimenti giocano la battaglia più dura. Solo se questa nuova frenesia sociale riuscirà a penetrare le regole della politica rendendola trasparente e meritocratica e scardinandone i potentati interni si potrà dire che i movimenti hanno vinto. Su questo punto e’ necessario ricercare insieme strumenti che possano far sì che il cambiamento si cristallizzi e divenga sistema. Ci sono quelli messi a disposizione della Costituzione (il Referendum e la proposta di legge di iniziativa popolare), ma per quanto essenziali potrebbero non essere sufficienti. Ed allora i partiti politici vanno cambiati non solo attraverso pressioni esterne ma anche infiltrandoli positivamente. Chiunque ha competenze, si sente ricco di idee ed ideali ed e’ privo di interessi privati non abbia paura di entrare nei partiti e lottare per cambiarli dall’interno. Una volta entrati non facciamoci scoraggiare dalle prime batoste e promuoviamo strumenti trasparenti di scelta delle dirigenze che possano portare la società forte di onestà e competenze alla guida dei partiti e poi del paese. Infiltrazioni positive per un’Italia tutta diversa: meritocratica, giovane e protesa verso il futuro.
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LA COSTITUZIONE (e quindi tutto) SI DIFENDE CON LA COSTITUZIONE
ReplyDeleteCON L'USO ESTREMO DELL'ARTICOLO 71, CONTRO LA CASTA, PER LE RIFORME
IN TEMPI BREVI, ATTIVAMENTE, DEMOCRATICAMENTE, CONCRETAMENTE
LA SOCIETタ CIVILE PUモ AGIRE DIRETTAMENTE CONTRO LA CASTA POLITICA CHE TIENE IN SCACCO IL PAESE PERPETRANDO UN SISTEMA CORROTTO e CLIENTELARE CHE STA METTENDO IN SERIO PERICOLO LA DEMOCRAZIA, ANCHE PRIVANDO LE PERSONE DEL DIRITTO DI INDICARE CON IL VOTO I PROPRI RAPPRESENTANTI
Lo può fare guidata dalle sue elites, riconosciute come depositarie della cultura democratica e delle professionalità necessarie, utilizzando l'articolo 71 della nostra Costituzione per proporre attraverso l'iniziativa popolare le leggi inutilmente attese, e ormai non più rinviabili, dalle quali
dipende la sopravvivenza stessa del sistema democratico.
Ecco un elenco delle più antiche, attese, urgenti:
1. NUOVA LEGGE ELETTORALE
2. RIFORMA FISCALE CON ATTENZIONE A FAMIGLIE E LAVORO
3. RIDUZIONE NUMERO DEI PARLAMENTARI E DELLE SPESE DELLA POLITICA
(monocameralismo, stipendi come Parlamento europeo)
4. LEGGE ANTICORRUZIONE
5. RIDUZIONE DRASTICA PRIVILEGI DELLA CASTA
6. RIFORMA DELLA GIUSTIZIA (per i cittadini, non per i politici già coinvolti in processi)
7. LEGGE A SOSTEGNO DELLA SCUOLA, DELLA RICERCA EDELL'UNIVERSITタ
8. ELIMINAZIONE PICCOLI COMUNI E PROVINCE INUTILI
9-10 eventuali
Tali proposte, presentate contemporaneamente con le firme e i timbri previsti dalla norma, dovranno essere sostenute da una ulteriore raccolta di milioni di firme, fino a 10/15, nella forma semplificata della “petizione popolare” numero sicuramente raggiungibile se di recente in pochissimo tempo il PD ne ha consegnate ben 10 milioni senza alcuna motivazione concreta, reale e perseguibile.
Questa cifra importante, in consonanza con l'articolo 1 che sancisce la sovranità della volontà popolare, conferirà all'iniziativa della Società Civile un severo carattere di REFERENDUM PROPOSITIVO-IMPOSITIVO , renderà cioè impossibile da parte del Parlamento l'atteggiamento di indifferenza che normalmente esso riserva alle leggi d'iniziativa popolare, ne impedirà l'occultamento e l'insabbiamento, ma ne obbligherà la discussione e l'approvazione.
Tutti i dati statistici degli ultimi anni mostrano come ormai la fiducia degli Italiani verso la politica sia scesa a livelli minimi mentre le frequentissime manifestazioni di cittadini mostrano la volontà di partecipazione attiva e diretta a determinare il proprio futuro.
ネ necessario dunque lasciare lo sterile scontro tra blocchi politici, per
volgersi ad un'azione decisa della società civile contro la casta logorata
dalla propria mediocrità, contro la sua politica e i suoi privilegi, realizzabile attraverso
LA DEMOCRAZIA DIRETTA con l'USO ESTREMO DELL'ARTICOLO 71
“PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA POPOLARE” sostenuto da 10/15 milioni di cittadini
e dall'ARTICOLO 1 : LA SOVRANITA' APPARTIENE AL POPOLO
sino al conclave laico, all'assedio nonviolento, ma ermetico dei palazzi del potere, se necessario.
Paolo Barbieri 3284866424 paolobrigola@libero.it (a disposizione per approfondimenti)