di Emanuele Ferragina
Attraversare questo paese sonnacchioso, fra città montagne e spiagge, fa un effetto strano. Non mi preoccupa il debito pubblico, la credibilità azzerata del nostro governo sui mercati internazionali, la corsa all’acquisto dell’oro, l’ennesima paventata svendita dei nostri tesori. Nell’afa di Agosto sono altri i segnali che catturano la mia attenzione, e mi fanno vedere un paese votato al passato, senza futuro e senza memoria storica.
Votato al passato, perché ostinatamente difende antichi privilegi, quelli di corporazioni professionali chiuse a riccio, che permettono a pochi fortunati rendite di posizioni da favola, figlie del caso o di antichi favori e prebende; quelli di una classe politica costosa ed inefficiente; quelli di una classe dirigente gretta e ignorante.
Senza futuro, perché continuo a osservare lo spopolamento generalizzato di aree rurali di straordinaria bellezza e antica produttività; perché vedo città, strangolate da macchine e uffici inutili, nelle quali non ci si rende conto che il paese si sta spegnendo lentamente come una candela al fuoco; perché continuo a vedere giovani qualificati e formati a spese della collettività partire per terre lontane portando in valigia un bagaglio di sogni, energia e competenze. Architetti, ricercatori, ingegneri, economisti, medici e letterati, un patrimonio costato allo Stato e alle famiglie del Bel Paese almeno un milione di euro cadauno.
E non mi si fraintenda, viaggiare educa. Mi piacerebbe però, che per ognuno di questi giovani ve ne fosse un altro che arrivi da un altro paese con lo stesso bagaglio di sogni, energia e competenze, rimescolando le carte in questo paese vecchio, che non si accorge di morire ogni giorno.
Un paese senza memoria storica, che bistratta e sbeffeggia coloro i quali cercano ‘l’America’ da noi. Quelli che si spaccano la schiena nei nostri cantieri, nelle nostre campagne, sulle nostre spiagge affollate, facendo cio’ che i nostri nonni fecero in terre lontane.
Un paese votato al passato, senza futuro e senza memoria storica, che si distrae con giornali che parlano di crisi finanziaria e improbabili manovre correttive, godendosi la calura estiva fra mare e partite di calcio senza significato. Un paese che muore, giorno dopo giorno senza rendersene conto.
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Hai fatto una fotografia a mio avviso perfetta ! Condivido a pieno le tue considerazioni, vivo in un paese che si sta spegnendo, e la situazione di crisi sta accelerando questo processo. Cosa posso fare per i miei figli, augurarmi per loro un futuro all'estero?
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