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Friday, 28 October 2011

Cambiamento, microfratture e rivoluzioni


di Emanuele Ferragina

I problemi del nostro paese sono noti a tutti. Alta disoccupazione giovanile, bassa produttività del capitale umano, scarsa attenzione a molti comparti del welfare, una pubblica amministrazione ingessata e chi più ne ha più ne metta. Volevo condividere con voi una piccola riflessione che è da sempre il leitmotiv dei miei incontri con un professore amico ed attento osservatore della realtà italiana.

Se vogliamo cambiare questo paese dobbiamo focalizzarci su quello che possiamo fare ogni giorno. Dall’impuntarci per avere la ricevuta fiscale, all’essere trasparenti quando siamo chiamati in qualunque comitato direttivo, a fare la voce grossa quando i diritti di una persona debole vengono calpestati e noi siamo in posizione di fare qualcosa. Scrolliamoci la pigrizia di dosso, auto-commiserandoci. Siamo un paese con tanti problemi ma siamo anche pieni di risorse, cerchiamo di metterle a frutto nella quotidianità spicciola.

Qualcuno una volta mi ha detto che: “le rivoluzioni vanno e vengono ma io vado avanti con la mia!”. Questo è quello che mi sento di consigliare oggi a tutti noi.

Vi lascio con un consiglio per gli acquisti, ho recentemente letto un bel libro del Professor Nannicini:
Non ci resta che crescere
Università Bocconi Editore


Si tratta di un testo agile e snello in cui valenti accademici si interrogano su politiche da attuare nel nostro paese. Una lettura che consiglio davvero a tutti, anche i non addetti ai lavori.

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