Giovane ricercatore di Oxford: è un mito quello del business innovatore
Se in Italia l’innovazione langue, è inutile continuare a prendersela soltanto con lo stato. Soprattutto se le statistiche dimostrano che proprio gli imprenditori sono tutt’altro che dei primi della classe quando si tratta di finanziare ricerca e sviluppo. Questo, in estrema sintesi, quello che Emanuele Ferragina, ricercatore italiano classe 1983 dell’Università di Oxford, ha provato a spiegare ai giovani industriali riuniti due settimane fa a Capri.
Il tema è cruciale, specie in un momento in cui si discute su come rilanciare la crescita del paese; per questo Ferragina e un collettivo di studiosi espatriati ma con la passione dell’Italia (ribattezzato “la Fonderia”) hanno appena presentato una ricerca in materia, curata in particolare da Mauro Caselli (University of New South Wales, Australia) e Paolo Falco (Oxford). “Secondo i dati Eurostat più aggiornati, l’Italia è al 19esimo posto su 27, in Europa, per spesa privata in ricerca e sviluppo – esordisce Ferragina parlando al Foglio – mentre è al 16esimo posto, quindi un poco meglio, per spesa pubblica dedicata allo stesso settore”.
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Se in Italia l’innovazione langue, è inutile continuare a prendersela soltanto con lo stato. Soprattutto se le statistiche dimostrano che proprio gli imprenditori sono tutt’altro che dei primi della classe quando si tratta di finanziare ricerca e sviluppo. Questo, in estrema sintesi, quello che Emanuele Ferragina, ricercatore italiano classe 1983 dell’Università di Oxford, ha provato a spiegare ai giovani industriali riuniti due settimane fa a Capri.
Il tema è cruciale, specie in un momento in cui si discute su come rilanciare la crescita del paese; per questo Ferragina e un collettivo di studiosi espatriati ma con la passione dell’Italia (ribattezzato “la Fonderia”) hanno appena presentato una ricerca in materia, curata in particolare da Mauro Caselli (University of New South Wales, Australia) e Paolo Falco (Oxford). “Secondo i dati Eurostat più aggiornati, l’Italia è al 19esimo posto su 27, in Europa, per spesa privata in ricerca e sviluppo – esordisce Ferragina parlando al Foglio – mentre è al 16esimo posto, quindi un poco meglio, per spesa pubblica dedicata allo stesso settore”.
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Un pregevole lavoro di ricerca pubblicato su uno spregevole giornale!
ReplyDeleteCredo che il foglio possa essere visto in due ottiche. Le pagine sulla politica da salatare a pie pari, ma all;interno il giornale propone spesso spunti interessanti, con inchieste e reportage che difficilmente si trovano in altri giornali. Lo Prete autore di questo articolo ne e' un esempio...
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