Caro Emanuele,
Dopo aver visto la puntata di ieri di Rapporto Carelli mi sento in dovere di
scriverti per manifestarti la mia solidarietà.
Mi permetto di darti del tu e senza l'appellativo di Dottore che tu meriti
davvero (ma Castelli ha conseguito un PhD?) perché ritengo che il valore di
una persona non dipenda dal titolo che possiede.
Ieri è stato semplicemente vergognoso e imbarazzante assistere allo
sproloquio di Castelli nei tuoi confronti, cosa che avviene spesso quando lo
si sente parlare, ma in genere i suoi insulti, pur essendo sempre molto
fastidiosi, sono più tollerabili perché si rivolgono ad altri politici. Ieri
invece la sua arroganza ha superato ogni limite e ti assicuro che per il
pubblico da casa era assolutamente chiaro chi fosse fra voi due ad
abbassasse il livello della discussione. E non c'è da stupirsi se non
capisse da "dove ti avessero preso": Oxford è troppo lontana dai confini
territoriali e mentali di un "padano".
Ho appena visto il sito della Fonderia Oxford, è un'ottima iniziativa e
spero che riusciate a trovare lo spazio che meritate. Ho vissuto anch'io per
un breve periodo ad Oxford, mi occupo di neuroscienze cognitive, e condivido
appieno la vostra filosofia.
Un grosso in bocca al lupo,
Debora Brignani
Quoto in pieno l'intervento di Debora... In paticolare, sottolineo l'uso improprio della parola TAMARRO assolutamente fuori luogo e impropria per un senatore della Repubblica Italiana (in realta' visto il comportamento non proprio esemplare di alcuni esponenti della lega recentemente al Senato, comincio a pensare che questo sia il loro modo di interloquire)
ReplyDeleteUn altro minutino e ti dava pure del terrone!
ReplyDeleteEmanuele, hai tutta la mia solidarieta'.
ReplyDeleteHai toccato un nervo scoperto, e Castelli ha reagito di conseguenza. Tu ti sei comportato con molta dignita'
un abbraccio
Sono pienamente d'accordo con Debora, Emanuele è riuscito seppure interrotto dalle risposte ridicole di Castelli a portare dei dati oggettivi nel dibattito, ma sopratutto il confronto dei cv è stato fondamentale per rendere chiaro il livello di decadimento civile cui si è ridotto il nostro paese. A questo proposito volevo aggiungere che negli ultimi anni le posizioni della lega si sono estremizzate ed hanno trovato seguito anche grazie a situazioni di crisi e di degrado culturale, infatti il peso marginale che l'Italia dedica alle risorse culturali ha creato una società che pensa che la cultura sia un lusso non una necessità/diritto/dovere. Come degrado culturale, non parlo di livello d'istruzione ma di crisi della sfera pubblica e della società civile attraverso l'impoverimento del dibattito e il "depotenziaento della parola". Donata
ReplyDeletegrazie ancora.
ReplyDeleteDonata sono pienamente d'accordo con te.
Mi piacerebbe pero' che la gente iniziasse a ribellalarsi invece di andare a votare in massa per Renzo Bossi quando viene candidato da un padre nepotista...
Mi ha dato del tamarro...ma era chiaro che voleva darmi del terrone...
Emanuele
Vi posto l'interessante commento di un blog che una giornalista free lance mi ha appena segnalato sul dibatto fra me e Castelli
ReplyDeletehttp://chiaramentelibera.wordpress.com/tag/emanuele-ferragina/
emanuele
Che non sia un problema di gestione del Quinto potere?
ReplyDeleteUn problema di autorappresentazione della classe politica che non accetta di essere descritta e rappresentata dal confronto e da altre tecniche di raffigurazione (proporre modelli e dati, in fondo, significa cercare tecniche di descrizione differenti, tendenti al reale).
Per cui, la Fonderia, citando dati e scendendo nel merito delle questioni – con maggiore insistenza in futuro e nonostante le difficoltà del media utilizzato – può essere destituita di oggettività solo se trascinata nell'agone e demonizzata come avversaria (tamarro=terrone), o ridimensionata nelle competenze (giovanissimo, disinformato), ovvero disarticolata rispetto al contesto (siete a Londra).
Sono le prime vasche in piscina, si stanno allargando le spalle della Fonderia.
L'incontro con l'onorevole Castelli.
ReplyDeleteha avuto come sfondo la tematica del valore percepito in ambiti diversi; per ridurre ai minimi termini: quello della ricerca / del mondo produttivo da un lato e quello dell'organizzazione della cosa pubblica dall'altro.
Un titolo di studio o un progetto imprenditoriale ha valore:
- perché richiede doti sia intellettive sia di intraprendeza personale per il suo conseguimento,
- perché il processo che lo genera assorbe risorse,
- perché deve consentire di sviluppare energie per contribuire allo sviluppo futuro.
Nella misura in cui in ogni ambito viene riconosciuta questa positività senza forzature o distorsioni, può essere creato un circolo virtuoso che crea a sua volta valore.
Il problema risiede nel riconoscimento, pianificazione e allocazione del valore nelle politiche di governo. La risposta dell'onorevole della Lega vale per ogni partito indipendentemente dai particolarismi con cui è stata declinata. Nessuno vuole trasformare Renzo in martire o contesta la leggittimità del processo elettorale. Castelli ha ragione: la democrazia esige rispetto e il rispetto è basato su regole.
Mi domando, però, quali regole stiano alla base dell'allocazione del valore, così da impededire sprechi o miopie ed evitare di trasformare ogni intervento statale in assistenzialismo.
Nell'Italia dei particolarismi ognuno di noi è terrone e questo vale anche in ambito europeo dove terroni sono a turno vari Paesi.
In Italia in particolare la scommessa è quella di fare prosperare tutti mediante l'attribuzione delle poche risorse disponibili in progetti che risolvano problemi. Problemi senza colore politico,sedimentati in anni e spesso peggiorati dai condizionamenti dell'illegalità presente sia in Lombardia sia in Calabria.
A questo proposito Emanuele una domanda: come pensa sia possibile conciliare e promuovere lo sviluppo nel nostro meridione senza scadere in azioni propagandistiche o peggio da strumentalizzare nei riguardi del tessuto produttivo già sotto pressione?
Ringraziando rivolgo a noi tutti gli auguri per un 2012 in cui dimostrare come Italia quanto valiamo
Giovanni A
Caro Giovanni grazie per il tuo messaggio.
ReplyDeletePer essere brevi, credo che per il sud e l'Italia in generale occorra impegnarsi per rimuovere gli ostacoli che impediscono lo sviluppo piuttosto che soffermarsi solo su grandi interventi ed investimenti a pioggia.
Alcuni punti, secondo me fondamentali:
1. Ridurre la tassazione sul lavoro ed accrescere quella sul patrimonio (creando una tassazione di vantaggio per le aree depresse, per le donne e per i giovani)
2. Abolire gli ordini professionali per rendere il mercato più fluido e permettere a giovani professionisti di combattere ad armi pari
3. Riformare il mercato del lavoro, unificando i sistemi di protezione sociale (specie contro il rischio di disoccupazone) per tutte le categorie di lavoratori...
4. Lotta all'evasione fiscale, rendendo le dichiarazioni dei redditi un documento pubblicamente consultabile (cosi come aveva fatto Visco)
Ma per fare questo serve una profonda volontà politica, ed una cittadinanza pronta a vigilare e chiedere alla classe politica i conti della loro mancanza di azione
Emanuele
Caro Emanuele, mi vergogno a dirlo, ma solo ora ho avuto il tempo di scriverti e di connettermi col Vs sito. Sono orgoglioso, conoscendoti da qualche giorno, di vederti in TV e di ascoltare come tieni testa a mantenuti statali del calibro di Castelli. Tu dici giustamente che ci vuole una cittadinanza pronta a vigilare, ma in Italia e soprattutto giù al sud, ti tappano la bocca, ti mettono in minoranza se provi ad andare controcorrente perchè fondamentalmente è giusto ed è democratico non omologarsi agli altri. Il potere è delle lobbies, delle banche che i piccoli imprenditori come me li hanno massacrati, della mafia e della chiesa ( intesa come istituzione, naturalmente! ). In questo momento ho accanto mio figlio di otto mesi, si chiama Michele, come mio padre. Non so che futuro gli potrò consegnare, so solo che se qualche anno fa per un genitore o un educatore era una missione impossibile nei confronti di un bimbo trasmettere dei valori coerenti con uno stile di vita sobrio, oggi è da folli pensare anche di provarci...fino a che punto riuscirò ad essere folle? Ciao, spero di vederti presto allo stadio. Bravo e continua così. Non dimenticare mai le tue radici. AM.
ReplyDeleteCiao Grazie del tuo messaggio !
ReplyDeleteSi fa quello che si puo'. Il problema come dicevi tu e' la totale mancanza di reattivita' da parte dell'opinione pubblica.
il giorno in cui capiremo che occorre ribellarsi a questo scempio e di fronte a tanta ignoranza avremmo compiuto un passo importante. Purtroppo pero', percorrere il passo della ribellione civile costa fatica e significa rinunciare ai piccoli favori che questo sistema ci concede.
Speriamo sia arrivato il momento di dire basta !
Emanuele