di Paolo Falco
Nell'ultima puntata di Rapporto Carelli, su Sky Tg24, ho avuto il piacere di discutere di liberalizzazioni con l'On. Emma Bonino, le cui posizioni in materia di riforme sono apparse molto chiare e vicine al lavoro della Fonderia. Sarebbe bello vedere quelle stesse posizioni tradotte nel cambiamento di cui l'Italia ha bisogno.
Vorrei, tuttavia, fare una precisazione. L'On. Bonino ha menzionato i Referendum promossi dai Radicali alla fine degli anni novanta a favore delle liberalizzazioni. Dall'elenco di quei Referendum (che trovate a questo indirizzo) si evince, però, che furono ben pochi i quesiti referendari effettivamente dedicati alla liberalizzazione economica di cui l'Italia ha bisogno, intesa come abolizione di barriere burocratiche e istituzionali che distorcono la concorrenza sana a svantaggio della crescita e dei consumatori. Nel '95 ci furono due quesiti sull'autorizzazione al commercio e sugli orari degli esercizi commerciali, mentre nel '97 proprio i Radicali proposero l'abolizione dell'Ordine dei Giornalisti. Ci fu poi il Referendum del 2000 per l'abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, anch'esso promosso dai Radicali e che, se approvato senza un'introduzione parallela di ammortizzatori sociali universali, avrebbe sortito effetti potenzialmente pericolosi.
Sono molti altri i settori in cui l'economia italiana ha bisogno di liberalizzazioni, dai più noti (tassisti e farmacie) a tutte le professioni in cui l'ingerenza eccessiva degli Ordini distorce il mercato. Sono riforme, queste, che faciliterebbero la crescita e aumenterebbero l'impiego, permettendo l'accesso a un mercato più concorrenziale di nuovi professionisti (soprattutto giovani) che fin'ora ne sono stati tagliati fuori. Sarebbero anche riforme a tutela dei consumatori, che potrebbero usufruire di prezzi più bassi e una migliore qualità di servizi e prodotti.
Da gruppi politici come i Radicali ci aspettiamo un'azione parlamentare decisa e una campagna d'informazione efficace per far sì che queste riforme non siano sistematicamente vittima di quelle trattative dell'ultim'ora che lasciano intatto il privilegio e a cui anche nella manovra 'salva-Italia' abbiamo purtroppo assistito.
I radicali sono stati sempre più attenti alle libertà civil,vedi referendum pre il divorzio o per l'aborto, meno per le libertà economiche.Il loro periodo migliore si è avuto negli anni settanta in occasione di quelle battaglie civili,ora sono dei pedanti vecchietti che vivono di bei ricordi.
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